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La pubblicità su carta stampata garantisce un ROI elevato

Uno studio sulla pubblicità nel Regno Unito

Nel mondo frenetico e digitalmente orientato della pubblicità, il dibattito sul valore dei media tradizionali rispetto ai canali digitali è sempre acceso. Tuttavia, uno studio commissionato da Thinkbox fornisce prove convincenti della redditività e dell’impatto duraturo di tutte le forme di pubblicità. I risultati dimostrano ancora una volta che aumentare la quota di pubblicità su carta stampata nel mix di media aumenterà il profitto complessivo della campagna.

Lo studio, condotto da Thinkbox, l’ente di marketing del Regno Unito per la pubblicità televisiva, comprende un’analisi estesa di £1,8 miliardi di spesa media su 141 marchi e 14 categorie nel Regno Unito, rendendolo l’esame più approfondito dell’efficacia pubblicitaria fino ad oggi. I risultati rivelano che la pubblicità non è solo uno strumento per la consapevolezza del marchio, ma un potente motore di crescita del profitto.

In media, una sterlina investita in pubblicità restituisce poco più di £4 in profitto. Ma questa è una media su un’ampia gamma di investimenti media diversi. Importante, lo studio evidenzia che, mentre la televisione guida il contributo complessivo al profitto grazie alla sua quota di spesa pubblicitaria, la pubblicità su carta stampata offre il più alto ritorno sull’investimento (ROI) in termini di profitto.

La pubblicità su carta stampata

Nonostante rappresenti solo il 3,3% degli investimenti pubblicitari totali analizzati, la pubblicità su prodotti stampati rappresenta un notevole 4,8% del profitto generato. Questo smentisce l’idea che la carta sia un mezzo in declino e invece la posiziona come un canale altamente efficiente per la generazione di profitto. In particolare, la pubblicità su giornali e riviste rende un impressionante £6,36 in profitto per ogni sterlina spesa, superando altri media come la TV lineare (£5,94) e l’audio (£4,98).

Uno dei principali spunti dello studio è l’importanza degli sforzi pubblicitari sostenuti. È stato rilevato che il 58% della generazione totale di profitto dalla pubblicità si verifica dopo le prime 13 settimane. Questo sottolinea il valore a lungo termine degli investimenti pubblicitari, in particolare nei media tradizionali come la stampa, che continuano a produrre rendimenti ben oltre il periodo immediato. Inoltre, la pubblicità su stampa ha il più alto contributo relativo al profitto considerando il ritorno a breve termine (fino a 13 settimane), dimostrando la sua efficacia sia nel breve che nel lungo termine.

Lo studio esamina anche il punto di saturazione per vari canali media, la soglia oltre la quale ulteriori investimenti non producono rendimenti proporzionati. È stato rilevato che la pubblicità su carta stampata ha uno dei più alti punti di saturazione, seconda solo alla TV. Questo significa che gli inserzionisti possono investire più pesantemente nella stampa senza rendimenti decrescenti, evidenziando la sua capacità di scalabilità e redditività sostenuta.

Implicazioni per le agenzie e gli inserzionisti

Per le agenzie pubblicitarie e media, così come per gli inserzionisti, questi risultati sono un invito a rivalutare il ruolo della stampa nel loro mix di media. I risultati dimostrano che la pubblicità su stampa è un complemento potente e sottovalutato per campagne incentrate su digitale o TV. Continua a esserci una mancanza di consapevolezza delle prestazioni dei media a stampa.

Un precedente studio di Ebiquity ha menzionato la discrepanza tra la reale prestazione dei media a stampa e la percezione dei marketer e dei professionisti della pubblicità e dei media. Questa mancanza di consapevolezza è probabilmente una delle principali ragioni per l’uso limitato della pubblicità su giornali e riviste. L’alto ROI in termini di profitto e l’impatto prolungato della pubblicità su stampa la rendono una componente preziosa per ottenere sia guadagni a breve termine che crescita del profitto sostenuta.

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