PUBBLICAZIONI DIGITALI E CARTACEE: LO STATO DELL’ARTE

di lorenzo - 06 ott 2017
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I dati sulle vendite dello scorso anno ci permettono di fare un’analisi sullo stato di salute dell’editoria digitale e dell’editoria cartacea. Ma anche in generale sulle pubblicazioni di natura commerciale.

Periodicamente il mondo dell’editoria discute sul proprio stato di salute. C’è chi si entusiasma per un trend del +0,01 sulle vendite. Chi invece è catastrofico anche davanti a segnali positivi.

Anche noi vogliamo provare a dire la nostra, cercando di concentrarci sulla presunta contrapposizione tra editoria cartacea ed editoria digitale.

I dati AIE sulle vendite del 2016 sembrano incoraggianti con una crescita del +2,3% rispetto allo scorso anno (circa 1,22 miliardi di euro) di libri, eBook e audiolibri.

Uno degli argomenti più discussi è se siamo prossimi alla fine del libro cartaceo a favore dei libri digitali. I dati indicano che l’incremento dell’editoria digitale nel 2016 è stato del 21%; tuttavia in termini di valore economico questo settore occupa ancora un ruolo marginale rispetto all’editoria cartacea, assestandosi al 5,1% delle vendite pari a 62 milioni di euro.

Un dato interessante riguarda i canali di vendita preferiti dai lettori: nonostante il forte aumento degli e-commerce, i consumatori continuano a preferire le librerie, con un 73% di preferenze.

Occorre però fare un nota bene.

I dati AIE sono significativi ma non va dimenticato che non comprendono quelli del colosso delle vendite on-line, Amazon, che da solo è in grado di muovere numeri enormi con un fatturato presunto intorno ai 120 milioni di euro.

La strada per gli editori sembra dunque esser quella di presidiare entrambi i settori: continuare a produrre i libri di carta ma allo stesso modo utilizzare anche il canale digitale. E’ evidente infatti, dai numeri citati, che i consumatori scelgono entrambi i canali preferendo oggi la carta, ma con il digitale che imperterrito continua a crescere a due cifre.

Un discorso simile si può fare per le pubblicazioni tipiche delle imprese, ovvero i periodici, le brochure aziendali, i cataloghi, i listini prezzi.

Anche in questo caso infatti il digital publishing non dovrebbe mancare tra i canali di pubblicazione. Questo non significa smettere di stampare i cataloghi e gli altri prodotti in forma cartacea. Ma i vantaggi ottenibili dalle pubblicazioni digitali sono notevoli.

Minori costi di produzione, un mercato di riferimento che diventa globale, la possibilità di avere tutte le analitycs per decidere le scelte redazionali, tempi di pubblicazione molto più stretti, la possibilità di aggiornamenti in tempo reale (pensate cosa vorrebbe dire per i cambi di codice di prodotti o per i prezzi di un listino). Non ultimo, attraverso il mobile è possibile offrire ai clienti un’accessibilità di 365 giorni all’anno, 24 ore su 24, in qualunque luogo si trovino.

Anche in questo caso la strategia vincente è presidiare diversi canali offrendo una gamma diversificata di touch points per i nostri clienti.

Cosa ne pensate? Avete in programma di realizzare questa strategia nella vostra comunicazione?

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